Non vi stimolo più

Ieri, nell’ultimo meeting presieduto da Ben Bernanke, la Federal Reserve ha deciso all’unanimità di continuare a ridurre gli stimoli di ulteriori 10 miliardi al mese. Da febbraio acquisterà asset pubblici per 65 miliardi. Il “tapering” prosegue dunque a un ritmo blando. Tuttavia il mandato di Janet Yellen, che sostituirà Bernanke da venerdì, dicono gli esperti, consisterà nel prevedere e disinnescare le bolle finanziarie in formazione dopo quattro anni di iniezioni plurimiliardarie di liquidità e sei anni di tassi a zero che hanno spinto gli investitori ad assumersi rischi difficilmente calcolabili.
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Ieri, nell’ultimo meeting presieduto da Ben Bernanke, la Federal Reserve ha deciso all’unanimità di continuare a ridurre gli stimoli di ulteriori 10 miliardi al mese. Da febbraio acquisterà asset pubblici per 65 miliardi. Il “tapering” prosegue dunque a un ritmo blando. Tuttavia il mandato di Janet Yellen, che sostituirà Bernanke da venerdì, dicono gli esperti, consisterà nel prevedere e disinnescare le bolle finanziarie in formazione dopo quattro anni di iniezioni plurimiliardarie di liquidità e sei anni di tassi a zero che hanno spinto gli investitori ad assumersi rischi difficilmente calcolabili. “Nessuno è mai riuscito a farlo”, dice Stephen Cecchetti, ex consigliere della Banca dei regolamenti internazionali, organismo di supervisione e coordinamento delle Banche centrali. Né il governatore uscente Bernanke né il suo longevo predecessore Alan Greesnpan hanno intravisto le bolle. Prima della crisi Bernanke ha sottostimato quella immobiliare e il contagio finanziar-bancario. Certo, non è stato l’unico “distratto” ma “quel che è meno perdonabile – scriveva ieri il Wall Street Journal nell’editoriale d’addio a Helicopter Ben – è il suo rifiuto nel prendere atto degli errori della Fed durante gli anni della frenesia”. Yellen ha ricevuto dalla Casa Bianca il mandato di evitare “bolle artificiali” e “suonare in anticipo l’allarme sull’immobiliare”, ha detto il presidente Barack Obama al momento della nomina. Yellen disse davanti al Senato di non vedere rischi, ma analisti e operatori ora fiutano bolle un po’ ovunque. Yellen non ha “la palla di cristallo” ma è considerata una specie di Cassandra della macroeconomia (le sue stime sono state le più accurate tra quelle dei consiglieri della Fed) e la competenza nella regolamentazione finanziaria può aiutare a temperare gli eccessi di Wall Street accanto, ovviamente, alla riduzione degli stimoli, cosa che in questi giorni agita i mercati emergenti, beneficiari della liquidità americana. Additare la Fed fa comodo pure ai governi di Argentina, Thailandia e soprattutto Turchia, sotto scrutinio degli investitori più che altro per i rivolgimenti politici interni e le politiche monetarie poco ortodosse. Il sussulto di indipendenza della Banca centrale turca, che ha alzato tutti i tassi di riferimento contravvenendo ai diktat del premier Recep Tayyip Erdogan, ieri ha risollevato la lira svalutata. Il governatore, Erdem Basci, ha riaffermato la credibilità dell’Istituto con una stretta volta a ridimensionare un’economia gonfiatasi a dismisura ma tuttora molto fragile in quanto estremamente dipendente dagli investimenti esteri.